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Di Carla Barzanò

Come ogni anno in questa stagione le diete incombono sui media, con numerose proposte per perdere peso. Orientarsi non è facile. Alcune riflessioni possono aiutare a trovare un percorso per ritrovare l’equilibrio. Voi cosa ne pensate? Raccontateci le vostre esperienze. Se volete approfondire questo tema, o avete domande, scriveteci e vi risponderemo.

Alla ricerca della leggerezza
Cambiare giro (di vita), recitava, alcuni giorni fa, il titolo di un articolo sul tema del sovrappeso; nell’inserto della salute di un prestigioso quotidiano nazionale. L’ articolo proseguiva, poi, illustrando i suggerimenti di ben cinque esperti per perdere peso nel giro di in paio di mesi, in modo da affrontare preparati la fatidica prova del costume da bagno. Cinque esperti, cinque percorsi diversi. Consigli talvolta contrastanti. Come accade sempre più spesso nelle migliaia di informazioni che riceviamo sul tema delle diete. Ma quale scegliere?

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Ascoltarsi
Occorre subito dire una cosa: le diete estemporanee servono a poco. I risultati a lunga scadenza sono limitati. Peggio: si rischia di rallentare il metabolismo ingrassando, nel tempo, più di prima.
 Certo i chili di troppo pesano, infastidiscono, danno la sensazione di essere “fuori forma”, rischiando di metterci in crisi rispetto alla nostra identità.
Senza contare che possono compromettere la salute. Il desiderio di alleggerirsi è legittimo e può diventare salutare, se stimola a cambiare i circoli viziosi che ci costringono a una dieta squilibrata e a una vita sedentaria, radicando buone pratiche nella vita quotidiana.
Il primo passo per ritrovarsi è imparare a conoscersi, accettarsi, accogliere la propria costituzione, diversa per ciascuna di noi. Occorre quindi ascoltarsi, cogliere emozioni, sensazioni, situazioni che tendono a squilibrarci.
Introdurre con pazienza piccoli cambiamenti, che si inseriscano in modo armonioso nei percorsi di ogni giorno, senza strappi, per non accrescere i nostri disagi.

Da se stesse al mondo
Per cambiare, prima di concentrarsi sul giro vita, aiuta iniziare a vedere il cibo come un dono prezioso, non solo come una minaccia per la linea, imparando a sceglierlo con rispetto e riconoscenza verso la sua storia, le risorse umane e culturali che l’hanno prodotto, nonché, l’ambiente da cui proviene.
In altre parole, si tratta di prestare più attenzione alla qualità di ciò che si mangia, per poter scegliere cibi, freschi, di stagione, meglio se locali, legati alla nostra tradizione mediterranea, o a altre tradizioni alimentari di antica sapienza, fondate sulla parsimonia, possibilmente imballati senza eccessi di plastica. I vegetali, in tutte le loro forme, quindi semi e derivati, frutti, foglie, radici, meritano un posto d’onore a tavola per la ricchezza di sostanze protettive, unita al fatto che la loro produzione pesa meno sull’ambiente rispetto a quella dei cibi di origine animale. Da ridurre sono, invece, gli ingredienti elaborati, raffinati, ricchi di additivi, grassi di scarsa qualità e zuccheri semplici.

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Un menu sostenibile fa bene alla salute a all’ambiente
Favorire alimenti sostenibili per l’ambiente, oltre che per la salute, dando largo spazio alla varietà, è un supporto per riequilibrare il menu perché lo sfronda da tanti ingredienti inutili, quando non addirittura dannosi, responsabili, fra le altre cose, di difficoltà di regolazione dell’appetito.

Chi ben comincia
Cominciate dalla prima colazione, un pasto spesso, a torto, trascurato e talvolta ricco di ingredienti poco equilibrati. Cambiarla è relativamente facile.
Aiutano a fare il pieno di energia con un indice glicemico basso, mantenendo a lungo un piacevole senso di sazietà, fiocchi di cereali, o pane integrale lievitato a pasta madre, abbinati a frutta fresca e secca, piccole quantità di latticini, preferibilmente fermentati, come yogurt, o alternative vegetali (senza zuccheri aggiunti) semi oleosi. Il tutto integrato con buon tè verde, o altre bevande non zuccherate.
Anche il pranzo durante l’intervallo di lavoro può migliorare molto. Basta privilegiare ortaggi e cereali, meglio integrali, arricchiti con una porzione di cibi proteici, fra cui non dovrebbero mancare i legumi.
È importante identificare un luogo di riferimento dove preparano cibi freschi e semplici, sollecitando gli esercenti a realizzare i menu desiderati. Spesso, se ci si unisce ad altre colleghe con esigenze analoghe e si assicura una certa continuità, si può riuscire a indirizzare le proposte dei locali vicini all’ufficio. Quando manca un punto di riferimento valido, meglio portare qualcosa da casa.
La stagione è propizia per deliziose insalate di cereali integrali, legumi e ortaggi. Qualche esempio? Ottimi e facili da preparare sono riso basmati , oppure: farro, orzo o cous cous integrali arricchiti con verdure di stagione, come asparagi, pomodorini, zucchine con i fiori e legumi, fra cui piselli, fave o germogli di lenticchie, da gustare a temperatura ambiente.
Nel pomeriggio, poi, acqua e infusi di erbe aromatiche aiutano a mitigare la fame e a depurarsi.
Una porzione di frutta fresca può integrare la pausa pomeridiana.
Per cena utilizzate, come a pranzo, cereali, verdure, ortaggi di stagione accompagnanti da ingredienti proteici fra cui legumi (compreso il tofu ricavato dalla soia), in alternanza a cibi animali, uova, formaggio di capra fresco, eventualmente pesce. Gli ingredienti prescelti dovrebbero essere differenti rispetto a quelli del pasto di mezzogiorno.
Spezie delicate, come la cannella di Cylon, la curcuma, lo zafferano e differenti erbe aromatiche , danno un tocco di aroma che appaga, regola l’appetito e migliora la digestione.
Carni conservate, salumi, pesce in scatola (come il tonno) , così come dolci confezionati e altri ingredienti conservati e ricchi di sale, o di zucchero, andrebbero, invece, ridotti al minimo. La frutta può sostituire i dessert tradizionali, appagando il desiderio di dolcezza.

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Cibo buono e vario, oltre che sano
Un menu vario, allegro, stuzzicante, fondato su alimenti freschi e naturali, è la strada maestra per riequilibrare il peso e rafforzare la salute.
Non esistono, infatti, pozioni magiche capaci di sostituire lo straordinario connubio di sostanze attive presenti nei cibi.
Al contrario: le alternative al cibo fresco e naturale, 
potrebbero avere, sui lunghi tempi, ricadute negative sulla salute ancora poco indagate in ambito scientifico.
Lo stesso vale per le diete rigide e monotematiche.
In momenti particolari, eliminare del tutto alcuni ingredienti, o seguire per un periodo limitato un menu molto leggero, esclusivamente vegetale, può aiutare ad alleggerirsi, o ad attenuare alcune intolleranze, ma è preferibile far riferimento a una guida esperta. Anche gli integratori alimentari di qualità, utilizzati in modo sapiente, sono un supporto.
Adottare integratori e regimi molto restrittivi solo sulla scia delle mode e di generici consigli rischia, però, di provocare disagi, più che risultati positivi.

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Tempo e attenzione
Imparare a ascoltarsi, personalizzare, mettere a fuoco gli ingredienti che non si tollerano bene, diversi per ciascuna di noi, ridurli sostituendoli con altri ingredienti adeguati, per non incorrere in carenze richiede tempo e attenzione, oggi più che mai rari e preziosi.
Forse per questo ci illudiamo di poter risolvere i problemi con soluzioni rapide, che non mettono in gioco le nostre capacità, spesso impegnate su fronti che non riguardano la cura di sé e del cibo. Ma il dilagare delle diete e dei rimedi “lampo” per dimagrire è accompagnato da un numero crescente di squilibri legati a scelte alimentari scorrette, che rendono sempre più evidente l’inefficacia delle soluzioni miracolose e valide per tutti.
Meglio riflettere, prima di scegliere.

Dietista, specializzata in educazione alimentare, giornalista, conduce da anni laboratori di nutrizione sostenibile per la salute e l'ambiente in Italia e i Germania. Promotrice della dieta mediterranea, guida percorsi individuali di riequilibrio alimentare fondati sul gusto, sulla condivisione e sul riconoscimento di sensazioni e esigenze personali.

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