Nell’ideologia diffusa nella nostra cultura la donna che sta per partorire è immaginata – o rappresentata – a letto, supina, sempre nella stessa posizione e partorisce in posizione ginecologica. Tutto ciò è legato alla medicalizzazione dell’ostetricia, dove al centro non ci sono i bisogni delle donne, bensì la comodità degli operatori che assistono la nascita.

In realtà l’uso del movimento e di posture alternative è la chiave iniziale per risolvere problemi che possono presentarsi durante il travaglio, come per esempio una mancata dilatazione cervicale e un mal posizionamento della testa fetale.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato per esempio che le posizioni supine hanno effetti negativi sulla circolazione sanguigna (sindrome vagale) e di conseguenza effetti negativi sulla contrattilità uterina e sul benessere fetale. Le posizioni verticali e laterali sono invece ottimali in quanto migliorano l’afflusso ematico uterino e il benessere fetale. Inoltre abbiamo una maggiore efficienza dell’attività contrattile sulla dilazione uterina – soprattutto adottando posizioni verticali che sfruttano quindi la gravità. 

Perché il movimento è importante?

Partendo da una base di neuroendocrinologia, il nostro comportamento è regolato da percezioni e stimoli visivi, acustici e tattili. Il travaglio inizia con uno stato d agitazione e intensificazione dei riflessi motori fino all’inibizione della neuro corteccia, quindi se compromettiamo questa situazione emotiva- utilizzando per esempio la posizione supina – ne risulta una ridotta capacità di cooperare con il dolore e le contrazioni uterine. La risposta fisiologica al dolore è il movimento, e la donna per prima tende ad assumere posizioni antalgiche.

Le posizioni laterali e semi sedute

Queste posizioni sono ottimali soprattutto se la donna è stanca e avverte un forte dolore a livello del sacro. La posizione laterale o semiprona favorisce la progressione del travaglio, se alternata alla deambulazione, consente al partner di eseguire un massaggio rilassante sul sacro e infine aiuta il feto a posizionarsi correttamente nel canale del parto. 

Nella posizione semiseduta, su una sedia o sulla palla da parto, la donna può riposarsi, alleviare il dolore avvertito sul sacro e può eseguire movimenti ondulatori col bacino che non solo sono antalgici contro il dolore, ma aiutano anche il bambino a posizionarsi correttamente. Inoltre, sfruttando la forza di gravità, aiutano la progressione della dilatazione cervicale.

Anche in questo caso il partner gioca un ruolo importante e di sostegno: sedendosi alle spalle della donna, può sostenerla nel caso in cui voglia poggiarsi all’indietro, oppure può eseguire un massaggio rilassante.

Posizioni erette e inginocchiata

Le posizioni erette sono quelle che sfruttano maggiormente la gravità, contribuendo alla dilatazione cervicale e alla discesa della testa fetale.  La donna può appoggiarsi al partner o ad un altro sostegno, ondeggiando il bacino per alleviare il dolore e aiutare il bambino a posizionarsi correttamente.

In questa posizione le contrazioni sono meno dolorose ma più efficaci, e il contatto diretto con il partner aumenta il senso di benessere e contenimento, contribuendo positivamente alla progressione del travaglio di parto.

Inoltre verso la fine del travaglio le posizioni erette asimmetriche – con una gamba leggermente sollevata poggiata su un sostegno – aiutano la progressione della testa fetale aumentando al massimo lo spazio disponibile e la donna riesce a percepire meglio il premito e la voglia di spingere.

La posizione inginocchiata o a carponi è ottima nel caso in cui la donna sia stanca ma sia necessario sfruttare la gravità e aumentare lo spazio disponibile a livello pelvico. In questa posizione il dolore sul sacro diminuisce e il bambino può posizionarsi correttamente.

Inoltre in questa posizione il partner può offrire sostegno alla donna ed eseguire un massaggio rilassante alla schiena, mentre la donna può ondeggiare col bacino.

Laureata in Ostetricia nel 2015 e nel 2017 al Master in Infermieristica e Ostetricia Legale e Forense. Vivo a Berlino da Aprile 2017 e lavoro in sala parto nell'ospedale DRK - Köpenick. Sono co-amministratrice del gruppo Ostetriche "Donne per Donne" in Italia e sto realizzando il mio sogno di libera professione a Berlino per garantire quella preziosa assistenza one-to-one alle donne e alle loro famiglie.

Share This